Il ricevimento si svolge regolarmente una volta alla settimana, per due ore, in presenza o online.
Le date e le modalità devono essere concordate in anticipo contattando la docente all’indirizzo e-mail: elisabetta.gliozzo@unifi.it
Elisabetta Gliozzo è professoressa associata di Metodologie della Ricerca Archeologica presso l’Università di Firenze, dove insegna Metodologie della ricerca archeologica, Archeologia della produzione, Archeometria e Abilità informatiche per l’archeologia, oltre a tenere laboratori di Archeologia dei paesaggi e Archeometria sperimentale.
Laureata in Lettere classiche con indirizzo archeologico presso l’Università di Siena, ha conseguito il Dottorato di ricerca in Archeometria e una laurea in Mineralogia nello stesso Ateneo. È abilitata alla prima fascia nel settore ARCH-01/G - Metodologie della ricerca archeologica dal 2018 e nel settore GEOS-01/D - Georisorse minerarie e applicazioni mineralogico-petrografiche per l’ambiente e per i beni culturali dal 2021, sviluppando un profilo scientifico fondato sull’integrazione tra archeologia, archeometria e scienze della Terra.
I suoi interessi di ricerca si concentrano sull’applicazione di approcci interdisciplinari allo studio dei materiali archeologici, dei sistemi produttivi e dei paesaggi antichi. In questo ambito, le sue ricerche uniscono l’indagine archeologica sul campo, la gestione digitale dei dati e la caratterizzazione archeometrica di materiali inorganici, tra cui ceramica, vetro, metalli, pigmenti, malte e materiali lapidei.
I progetti di ricerca più recenti sono dedicati, da un lato, alla ricostruzione dei paesaggi storici e delle trasformazioni territoriali nel lungo periodo, con particolare riferimento alla Carta Archeologica di Montepulciano, diretta dal 2025; dall’altro, allo studio archeologico e archeometrico dei cicli tecnologici delle produzioni antiche, dalla selezione delle materie prime al prodotto finito. In questo quadro si colloca anche il suo attuale lavoro sul cinabro, indagato come georisorsa, materia prima e pigmento, attraverso l’integrazione tra lo studio archeologico delle aree minerarie, la ricostruzione dei processi produttivi, la distribuzione delle attestazioni d’uso e l’analisi archeometrica dei materiali.
È Editor-in-Chief della rivista Archaeological and Anthropological Sciences (Springer) dal 2014, componente di organismi scientifici e valutativi nazionali e internazionali e membro di comitati scientifici di congressi internazionali. Dal 2021 rientra nel 2% degli studiosi più influenti al mondo per le sue ricerche scientifiche nel settore “Archaeology”, secondo la classifica stilata dalla Stanford University. È autrice di una vasta produzione scientifica dedicata soprattutto allo studio dei materiali, delle tecnologie e delle georisorse nel mondo antico [Metriche Scopus: 1484 citazioni e h-index 23, calcolati su 61 prodotti in cui è primo autore in 52 e corresponding author in 46].
Legenda
Elisabetta Gliozzo is Associate Professor of Methodologies of Archaeological Research at the University of Florence, where she teaches Methodologies of Archaeological Research, Archaeology of Production, Archaeometry and Digital Skills for Archaeology, as well as laboratories in Landscape Archaeology and Experimental Archaeometry.
She graduated in Classics with a specialization in archaeology from the University of Siena, where she also obtained her PhD in Archaeometry and a degree in Mineralogy. She has held the Italian National Scientific Qualification for full professor in ARCH-01/G - Methodologies of Archaeological Research since 2018 and in GEOS-01/D - Mineral Georesources and Mineralogical-Petrographic Applications for the Environment and Cultural Heritage since 2021, developing a scientific profile grounded in the integration of archaeology, archaeometry and Earth sciences.
Her research interests focus on the application of interdisciplinary approaches to the study of archaeological materials, production systems and ancient landscapes. Within this framework, her research combines archaeological fieldwork, digital data management and the archaeometric characterization of inorganic materials, including ceramics, glass, metals, pigments, mortars and stone materials.
Her most recent research projects are devoted, on the one hand, to the reconstruction of historical landscapes and long-term territorial transformations, with particular reference to the Archaeological Map of Montepulciano, which she has directed since 2025; and, on the other, to the archaeological and archaeometric study of the technological cycles of ancient productions, from the selection of raw materials to the finished product. This framework also includes her current work on cinnabar, investigated as a georesource, raw material and pigment through the integration of the archaeological study of mining areas, the reconstruction of production processes, the distribution of evidence for its use and the archaeometric analysis of materials.
She is Editor-in-Chief of the journal Archaeological and Anthropological Sciences (Springer) since 2014, a member of national and international scientific and evaluation bodies and serves on the scientific committees of international conferences. Since 2021, she has been included among the world’s top 2% most influential scholars for her scientific research in the field of “Archaeology”, according to the ranking compiled by Stanford University. She is the author of an extensive scientific output mainly devoted to the study of materials, technologies and georesources in the ancient world [Scopus metrics: 1484 citations and h-index 23, calculated on 61 publications, in which she is first author in 52, corresponding author in 46 and sole author in 6].